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16 juillet

The End.

Salve, vi annuncio che da oggi questo blog è ufficialmente chiuso e per motivi tecnici (e non) ho cambiato il mio account di msn. Il nuovo è slave.of.music@hotmail.it  chi vuole mi aggiunga.
24 juin

I

 
Ho vissuto molto o poco?
Mi è impossibile dirlo.
Camminando sono caduto col viso a terra
  ho perso qualche cosa nella polvere.
Ero albero, ero mare.
I miei usignoli erano in gabbia, non lo sapevo,
  i miei pesci erano nella rete.
E così, mia rosa,
la tristezza, come una pietra bianca che lava la pioggia.
E così, mia rosa,
scrivo quel che mi attraversa
e nessuno legge, nessuno ascolta...
Nazim Hikmet
13 juin

Distruzione

 
Mi sento stanco
Non voglio più mangiare dormire sognare correre ignorare
                                                                              sperare,
no, non voglio.
 
Non vorrei non sapere che tutto cambierà
che il tempo scivolerà via e porterà con se
tutte queste menzogne, tutte queste risa.
 
Ma dopo tutto odio me stesso,
odio il modo in cui scrivo
in cui parlo
in cui dimostro di essere ciò che non sono,
odio il modo in cui mangio
in cui dormo
in cui sogno e corro e ignoro e, spero.
 
Tutto scivolerà via
distruggerà tutto per rinascere nuovo
e rinasceranno menzogne e risa.
         E rinascerà il mio instancabile odio.
 
19 mai

Rassegnazione

A volte mi chiedo dove io abbia sbagliato per meritarmi tutto questo. Poi penso a tutte le volte che ho aiutato qualche mio amico, dicendogli che non dipendeva da lui se era finita male. Però quando è arrivato il mio turno, quando è arrivato il momento di provare su pelle quello che dicevo in teoria agli altri, le mie stesse parole non hanno retto al peso della delusione. Forse perchè, anche se è passato pochissimo, un pò ci credevo. Forse perchè credevo di aver imboccato finalmente la strada giusta. Ed è incredibile come tutto gira, come degli eventi si ripetano e noi a volte siamo vittime e a volte carnefici. Ma questo non è un gioco che possiamo controllare, tutto è dettato dalle sensazioni, dalle emozioni, dal caso. Tutto si rigira, si mischia, si contorce, tutto è così stramaledettamente, casualmente ironico che ti verrebbe voglia di prendere a pugni Lui che lassù dà le carte, Lui che gioca con il caso. Sempre se c'è poi, un Lui. è che sto incazzato, tutto qui. Non dovrebbe fregarvene di meno visto che la mia giovinezza ormai si alterna a monotonia e a continue speranze spezzate ancor prima di maturare appieno. Forse non sono fatto per cogliere in pieno quell'attimo che la felicità. C'è qualcuno o qualcosa che trama alle mie spalle. Potrei essere io stesso, ma in questo caso non so proprio cosa avrei più dovuto fare, cosa ho sbagliato. Rassegnazione? è difficile. Ormai mi sento legato a questo dolore, che di tanto in tanto si fortifica dentro di me. Spero almeno si prenderà del tempo, quello di cui parla, e ritrovi se stessa. Almeno spero che lei, in un modo o nell'altro, ritrovi la serenità.

18 mai

Hate

 
è giusto quello che sto facendo?
è giusto andare dove non si vede
per trovare un'altra strada?
 
mi sento male.
Ma non è il solito dolore,
mi sussurra,
è un dolore nuovo.
 
Caos, calma.
Mi odio.
9 mai

Intolleranza e immigrazione.

Che vuoi che sia. Che vuoi che sia vedere un ragazzino di docini anni nordafricano che lavora 12 ore in una fabbrica, figlio di un padre sconosciuto, e di una madre prostituta, abbandonato a se stesso. Gli è stato tolto il destino, non ha un futuro. Nei suoi occhi non c'è speranza. Poi vedi un ragazzino italiano che ha 12 anni. Ha l'N73, porta abiti firmati anche se suo padre è operaio, non si accontenta mai di quello che ha, si pavoneggia prepotentemente tra gli amici. Ha la play station in camera e la psp quando esce, ha una casa calda dove dormire, dei genitori che lo accontentano e che non lo capiscono. E l'altro? La sera non sa dove andare, rimane nel sottoscala di qualche palazzo abbandonato, oppure trova rifugio da qualche parte nei bassifondi della città dove la paga per dormire è l'essere violentato da qualche pedofilo o ubriaco. Poi molti di questi ragazzini borghesi e arianamente "italiani" cominciano a urlare, a inneggiare protesta perchè se ne vadano, questi "ladri". E allora iniziano nelle piazze i comizi della Lega che minaccia, che urla, che inneggia contro loro, contro questa gente cattiva. E poi Silvio si allea con loro, anche se sono gente che minaccia con i fucili i partiti opposti, che offende, che definisce le proprie leggi porcate. Per Silvio basta che arrivano i voti, poi chi se ne frega dei fucili e delle porcate. Alle elezioni grande risultato della Lega che ottiene quasi il 10% dei voti. E il bambino? Può solo continuare a lavorare in fabbrica, in nero. I ragazzi ariani se lo vedono per strada lo prendono in giro, lo picchiano e gli sputano addosso. Cosa ha fatto? è illegale? Non produce un reddito legale quindi deve andare tornare nel suo paese? è un ragazzino, cristo santo. Ma ci stiamo rendendo conto di ciò che stiamo facendo? Si è resa conto la gente che ha votato in massa un tipo che dice "noi della lega ce l'abbiamo duro" e che è solo intolleranza questa? Loro parlano di buonismo, che bisogna essere fermi di fronte all'immigrazione. Ma cristo, sono uomini, donne e bambini. Hanno il sangue nelle vene come noi, hanno due braccia e due gambe, sono intelligenti. Hanno i nostri bisogni. La risposta all'immigrazione non è l'intolleranza e la guerra, ma è l'integrazione, la condivisione delle regole, dei diritti e dei doveri. Ma secondo voi un uomo in un paese straniero, senza la minima possibilità di lavoro, emarginato socialmente, trattato come una bestia, può mai arrivare a fare un lavoro legale? Voi non avreste fatto una cosa illegale per sopravvivere, per disperazione? Ed ecco perchè bisogna integrarli, aiutarli a inserirsi onestamente nella società. E poi viviamo in un mondo ormai globalizzato dove sia il sudamericano che il cinese portano i jeans e bevono la coca-cola. Bisogna convivere sul mondo, non metterci i recinti l'un l'altro e fare a gara a chi sopravvive meglio. C'è bisogno di pace nel mondo. Di bambini, ragazzini come il dodicenne in questione ce ne sono a milioni, ci sono più di un miliardo di persone al mondo che non hanno diritto all'acqua potabile, i bambini in Africa muoiono come mosche e loro si pavoneggiano e cacciano i poveracci extracomunitari??? Ma porco giuda ma chi li ha mandati a questi. E la cosa più brutta è: La gente li vota!!! Loro parlano di rom pedofili quando le molestie sessuali avvengono nella stragrande maggioranza dei casi da qualche parente. Dobbiamo entrare nell'ottica che non esistono barriere e confini, siamo tutti esseri umani, tutti abbiamo gli stessi sentimenti, gli stessi dolori. Cento anni fa gli immigrati erano i nostri bisnonni italiani. Ora facciamo i padroni e cacciamo il prossimo. Ma vi sembra giusto? Se fosse vostro fratello, vostro figlio o qualche vostro amico in quelle condizioni, che fareste, lo caccereste perchè non è utile al paese??? L'Italia come l'Europa si sta indirizzando sempre di più verso l'intolleranza e la xenofobia verso gli altri popoli. Ed è un triste deja vù, molto anni trenta.

5 mai

Twenty-Four Hours... Joy Division

Non mi sembra vero niente, niente più. Guardo le scintille del fuoco e mi sembra mi stiano invitando, precipitandomi in una vita dal passato immenso, seppellita da qualche parte nel mio subconscio. Se solo riuscissi a ritrovare la chiave…se soltanto potessi…se solo, sì. Da quando mi sono ammalato, ho cercato di trovare una logica e una linearità nel mio tempo; per giustificare la mia fine, credo.

Così questo è quel che rimane,
orgoglio frantumato dell’amore:
quel che una volta era innocenza
ha mutato aspetto, non ha più senso.
Una nuvola si sospende
sulle guance, muta incide
il mio passo abisso
è memoria di
quel che un tempo era;
amore: tu.

Adesso è chiaro quanto
Volessi e quanto
tempo mi servisse 
in prospettiva, linearizzato
illuso m’ero d’avere senso:
un momento soltanto
destino svelato, (predestinato!)
svelato: destino svelato (predestinato!)

guarda
come
sono 
crollato.

Eccessive tensioni
inammissibili, no – lascia stare
bada bene lascia stare –
solipsismo per restare,
trattenere sogno:
proviamo a partire,
vediamo cosa
rimane di noi:
collezione senza prezzo, dico
di speranze e desideri perduti 

Non avevo capito che
distanza fosse, sbarellavo
cieco tra le sfumature;
per un momento soltanto,
mi sono sentito chiamare:
ho guardato al di là del giorno
non esisteva più niente 

niente

Lucido infine ammetto
che niente più ha senso,
non esistiamo più:
cercherò una cura,
trattamenti come questo
scorticano, sanguino, guardami;

nella fonte del spirito,
là dove empatia oscilla,
stabilirò il futuro, prima che

(scintilla, tu, L.
scintilla)

1 mai

Tears.

Il paesaggio scivolava via alle mie spalle. Molti particolari non si vedevano per via della velocità e per gli ultimi raggi che il Sole rosso stava disperdendo nel cielo. Il vento mi andava in faccia. Non era un vento freddo, ma tiepido, come l'acqua in inverno. A momenti il mio cappello volava via, lo trattenni con le mani e poi lo aggiustai sul capo. Il mare brillava, sembrava fosse cosparso di diamanti sulla superfice. Il vecchietto che portava il malandato carretto masticava il tabacco e guardava indifferente e arrabiato tutto ciò che gli passava davanti. Aveva la faccia segnata dalle rughe, ed i suoi vestiti erano imbrattati di chissà quali peccati. Tuttavia i suoi occhi, a differenza del corpo stanco e vecchio, brillavano di determinazione, di forza. Aveva uno sguardo deciso. Ogni tanto si girava verso il mare, e rimaneva a guardarlo fisso per due o tre secondi ignorando la strada. Mi aveva dato un passaggio per puro caso. Mi aveva detto che non passava mai per quella strada. Diceva che non poteva e non voleva passare di lì. Io non gli chiesi altro, anche perchè l'uomo non sembrava così loquace. Tutto a un tratto il suo sguardo diventò triste, lasciando quell'espressione cinica. Una lacrima scese dai suoi occhi. Non mi disse nulla, e io non gli dissi niente. Fece un sospiro, si asciugò il viso e tornò all'espressione precedente. Io appoggiai la testa da qualche parte e tornai a guardare fuori il finestrino. Pensai a lei. Pensai al mio viaggio. Non sapevo dove lei fosse. L'avevo lasciata da un altro, o meglio lei era andata da un altro. Mi mancava. Non riuscivo a capire perchè. Perchè non era andata come volevo, perchè non c'era stato il lieto fine, perchè mi faceva così male se sapevo che era già tutto finito. Forse non era mai cominciato nulla. Chissà in quel momento dov'era, cosa faceva. Chissà se ci saremmo incontrati. Le avrei parlato senza pensare a nulla, nemmeno pensando cosa dicevo. Forse era dall'altra parte del mare che guardava il Sole tramontare. Forse ero solo senza lei e non sapevo farmene una ragione. Forse dentro di me c'era qualcosa che non volevo accettare. Questa situazione, questo posto, questi ricordi così cattivi da ammazzarti dentro. Quel mare così grande, così immenso da far venire le vertigini. Tutto sembrava distorto, confuso ma immobile, come una vecchia foto. Fermai tutti i pensieri che mi stavano arrovellando la mente. Un uccello planava sul cielo rosso. Girava e girava e, girava. Arrivammo a un piccolo bivio. L'uomo mi disse che poteva accompagnarmi fin lì, avrebbe preso un'altra strada. La sua strada. Io gli sorrisi e lo ringraziai rubando qualche parola alla mia cinica timidezza. Mi rimisi lo zaino sulle spalle e vidi il furgone andare via, lontano dal Sole, lontano dal mare. Mi incamminai sull'altra strada. C'era ancora lei nei miei pensieri, come avrei potuto dimenticare. Forse quella lacrima mi apparteneva, forse quel suo silenzio era il mio silenzio.

18 avril

... E Silvio Berlusconi è tornato Premier

... e il 14 Aprile 2008 in Italia si instaurò la terza dittatura di Berlusconi, la seconda nel primo secolo del terzo millennio. Più o meno saranno queste le parole scritte sui libri di storia tra un secolo, o anche prima. Ne sono sicuro. Il 14 Aprile l'Italia ha scelto Il Popolo della Libertà con Silvio logicamente candidato Premier. Un uomo che ha creato le sue ricchezze dal nulla, e non lo uso come modo di dire. Nessuno sa ufficialmente come Berlusconi sia tutto a un tratto diventato miliardario. Un uomo sotto processo da anni, accusato di ogni cosa, a partire dai falsi in bilancio alle corruzioni alle estorsioni mafiose e via dicendo. E quest'omettino pelato è stato votato da quasi mezza Italia. Il nostro nuovo presidente del consiglio è attualmente imputato al tribunale di Milano per falso in bilancio, frode fiscale e appropriazione indebita e per corruzione giudiziaria(tangenti). é imputato anche al tribunale di Napoli per corruzzione (intercettazione con Saccà), nonchè indagato a Roma per istigazione alla corruzione di alcun senatori del centro sinistra affinchè passassero con il centro destra. Cioè, io non ho parole. E queste sono solo le accuse attuali. Se diamo uno sguardo al passato, troveremo miriadi di altri casi: a partire dal caso SME dove si è salvato solo perchè si è fatto la legge per fatti suoi, al caso Europa 7(ancora in corso) dove l'Unione Europea ha ordinato di cedere le frequenze di retequattro a Europa 7 perchè erano state acquistate dalla emittente. Ma Silvio ha fatto la legge Gasparri per liberarsi da Europa 7, Legge che l'UE ha chiesto di eliminare. Poi non parliamo del conflitto d'interessi. Ha recentemente comprato l'Endemol (che vende programmi alla Rai), e il conflitto si allargherà se, come dicono in molti, comprerà l'ENI o le Generali o addirittura la Telecom. Insomma, ha già tutte e sei le televisioni principali (rai e mediaset), più la mondadori(la maggior parte dell'editoria a partire dai giornali ai quotidiani), più la fininvest. Poi come ha già dichiarato, vuole fare in modo che le intercettazioni, sia telefoniche sia di qualsiasi altro tipo, devono essere eliminate. Cosi sta più tranquillo, e può corrompere i dirigenti Rai anche per telefono. L'unica che non fa conflitto di interessi è il Milan insomma. In altre parole un uomo che ha in mano la stragrande maggioranza dei media, di cui molti ottenuti illegalmente. E va bene, uno dice che alla fine lui è il singolo e tutto il centro destra andrà a governare. è una affermazione che non condivido totalmente per il semplice fatto che è il presidente del consiglio e non un semplice deputato alla camera. Non può diventare presidente una persona del genere, nemmeno in India si vedrebbero queste cose. Ma ammettiamo che io accetti questa affermazione. Vediamo la maggioranza da quali partiti è composta: Il Popolo della Libertà (che sarebbe l'unione di Forza Italia e Alleanza Nazionale), la Lega Nord, il Movimento Per Le Autonomie(Lega Sud), e un surrogato della democrazia cristiana. La coalizione è una totale contraddizione: c'è Alleanza Nazionale che deriva dal movimento sociale Italiano. Il movimento Sociale Italiano fu fondato negli anni 50 dai post-fascisti, quindi alleanza nazionale (e aveva anche la fiamma come simbolo) è un partito patriottico, nazionalista e conservatore. Con chi si è alleato Alleanza Nazionale? Con La Lega Nord e il Mpa!!! Gesù Cristo! L'inno della Lega Nord é bruciamo il tricolore!! E non solo: Sappiamo che la Lega Nord ha sempre odiato i terroni, cioè il meridione, e con chi si allea? con la Lega Sud!!! In campagna elettorale hanno detto che dobbiamo offendere i meridionali, e poi vanno a fare il governo insieme! Cioè io non lo so. Ma come cazzo ha fatto mezza Italia a votare sta gente?????? Cioè ma come è possibile??! In un paese civile come la Francia, l'Inghilterra e anche non tanto civile come l'India(dove hanno cacciato tutti i deputati condannati in via definitva al parlamento, loro ci sono riusciti e noi no) questa gente starebbe a casa a fare la cazetta. E alcuni diranno ancora che anche a sinistra ci sono i ladri e che sono peggio della destra. Quando Grillo stilò la lista dei deputati da cacciare dal nostro parlamento 18 su 24 erano di centro destra, tra cui Bossi(leader della Lega che ha ottenuto il 10 per cento dei voti), Marcello Dell'Utri, fidato scudiero di Silvio e Roberto Maroni, tra i più importanti della Lega. Dei 24 del centro sinistra ce n'è 1, sarebbe Visco. Ma cristo ne è uno, non 18!!!! E se proprio vogliamo votare i meno peggiori si dovrebbe votare il PD allora! E ancora si potrebbe ribattere sul GOVERNO PRODI. Il governo Prodi è colpevole soltanto per le larghe intese tra moderati e radicali. Hanno unito Mastella con Diliberto e questo è sbagliato. Ma per le condizioni con cui hanno governato bisognerebbe lodare Prodi. Se ci fate caso ogni giorno su tutti i telegiornali usciva qualche scagnozzo di Berlusconi che diceva le seguenti parole chiave: Governo Prodi, Finanziaria, Tasse. Ci hanno fatto propaganda, ci hanno fatto il lavaggio del cervello. Ma andate a vedere dei dati affidabili: Secondo dati OCSE (che sarebbe un organizzazione economica obiettiva) dal 2001 al 2006(tutto il governo Berlusconi) l'Italia ha avuto un calo economico vistoso non dovuto soltanto alla situazione internazionale. Quindi non è che Berlusconi migliorerà la situazione, anzi il centro sinistra è dovuto ricorrere alle tasse perchè il governo Berlusconi aveva lasciato le casse dello stato in modo pietoso. E quindi se proprio vogliamo prendercela con qualcuno per le tasse prendiamocela con Silvio. Roba da mettersi le mani nei capelli. Rialzati Italia??? Macchè, abbiamo firmato la nostra condanna! Più che Rialzati dovevano metterci Condoglianze!

1 avril

Eroi morti per un ideale

Dov'è finita l'Italia? Dov'è finita la lotta per la libertà? è morta tanta gente per questi valori, ha dato la vita. Ma dopo sessant'anni ognuno pensa ai cazzi propri. Pensare che più di mezz'italia voterà un "uomo" come berlusconi mi riempie il cuore di rabbia e di dolore. Molti giovani parlano di Mussolini come di un grand'uomo, sposano la causa fascista, dopo tutto quello che è successo. Non siamo degni di questa gente. Queste sono due lettere di due condannati a morte dai fascisti durante la resistenza.

Paolo Braccini- Partigiano condannato a morte dalla polizia fascista.

3 aprile 1944

Gianna, figlia mia adorata,                                                                         

è la prima ed ultima lettera che ti scrivo e scrivo a te per prima, in queste ultime ore, perché so che seguito a vivere in te.                                         

Sarò fucilato all'alba per un ideale, per una fede che tu, mia figlia, un giorno capirai appieno.                                                                                       

Non piangere mai per la mia mancanza, come non ho mai pianto io: il tuo Babbo non morrà mai. Egli ti guarderà, ti proteggerà ugualmente: ti vorrà sempre tutto l'infinito bene che ti vuole ora e che ti ha sempre voluto fin da quando ti sentì vivere nelle viscere di tua Madre. So di non morire, anche perché la tua Mamma sarà per te anche il tuo Babbo: quel tuo Babbo al quale vuoi tanto bene, quel tuo Babbo che vuoi tutto tuo, solo per te e del quale sei tanto gelosa.                                                                            

Riversa su tua Madre tutto il bene che vuoi a lui: ella ti vorrà anche tutto il mio bene, ti curerà anche per me, ti coprirà dei miei baci e delle mie tenerezze. Sapessi quante cose vorrei dirti ma mentre scrivo il mio pensiero corre, galoppa nel tempo futuro che per te sarà, deve essere felice. Ma non importa che io ti dica tutto ora, te lo dirò sempre, di volta in volta, colla bocca di tua Madre nel cui cuore entrerà la mia anima intera, quando lascierà il mio cuore.

Tua Madre resti sempre per te al di sopra di tutto.                                      

Vai sempre a fronte alta per la morte di tuo Padre.

 

Bruno Frittaion, 19 anni- Condannato a morte dalle SS Italiane (al servizio di Mussolini)

Edda                                                                                                 

voglio scriverti queste mie ultime, e poche righe. Edda, purtroppo sono le ultime si, il destino vuole così, spero ti giungano di conforto in tanta triste sventura.  

Edda, mi hanno condannato alla morte, mi uccidono; però uccidono il mio corpo non l'idea che c'è in me. Muoio, muoio senza alcun rimpianto, anzi sono orgoglioso di sacrificare la mia vita per una causa, per una giusta causa e spero che il mio sacrificio non sia vano anzi sia di aiuto nella grande lotta. Di quella causa che fino a oggi ho servito senza nulla chiedere e sempre sperando che un giorno ogni sacrificio abbia il suo ricompenso.   Per me la migliore ricompensa era quella di vedere fiorire l'idea che purtroppo per poco ho servito, ma sempre fedelmente.                          

Edda il destino ci separa, il destino uccide il nostro amore quell'amore che io nutrivo per te e che aspettava quel giorno che ci faceva felici per sempre.  Edda, abbi sempre un ricordo di chi ti ha sempre sinceramente amato. Addio a tutti.

Addio Edda.

25 mars

Coffee

è strano. Mi sento spento oggi. Anzi no, in stand by. Guardo ogni cosa attorno a me, forse mi sono scocciato. Una donna bacia appassionatamente il filtro della sua sigaretta quasi finita, sporcandolo del suo rossetto rosso acceso. Capita raramente di vedere gente che fuma in modo cosi avido. é seduta nell'altro angolo del piccolo cafè, ed è sola. Guarda fuori, forse fissa il vuoto, e nemmeno un fascio di luce che le va dritto negli occhi le distoglie lo sguardo. Il suo volto è illuminato come dicevo dalla luce rendendola ai miei occhi come una madonna immacolata, un pò come quelle che si vedono nei quadri rinascimentali. La gente nel bar sembra non farci caso. C'è seduto al bancone un tizio tutto sporco che beve il suo caffè con gesti sgraziati. Poi ci sono due o tre tipi che giocano a biliardo e che di tanto in tanto imprecano ad alta voce disturbando tutto e tutti. E c'è qualche altro fannullone seduto fuori il cafè che non sa come perder tempo. Ed io li, nell'angolo più lontano dall'entrata osservo distrattamente tutti i particolari che mi circondano. Il sole sta scendendo giù, dietro i palazzi. Tornerà domattina, ma non credo lo ritroverò dove l'ho visto oggi. Sarà nelle vicinanze, ma non passa mai precisamente dalla stessa parte. Intanto si avvicina un uomo alla donna fumatrice, gli parla lentamente e ogni tanto fa qualche pausa nel suo discorso per sfoggiare il suo sorriso alla donna. Lei sorride. Lo guarda e beve assetata ogni parola dell'uomo in piedi. Un uomo elegante senza dubbio. Dopo un pò scopro di essermi incantato su quei due e quindi per non destare troppo fastidio, continuo ad aspettare annoiato. E finalmente arriva uno spilungone con la camicia sporca a chiedermi cosa volessi ordinare. Lo guardo. Lui mi guarda scocciato. Gli chiedo un caffè, la prima cosa che mi era passata per la testa. Lui si allontana quasi indignato verso il bancone. Quando torna gli faccio una smorfia prima che se ne vada. Torno al panorama a cui mi stavo tanto affezionando. La donna non era più seduta al tavolino. Era rimasta solo la cicca nel portacenere. Mi alzo e mi avvio verso l'uscita. La vedo lì, sola, al bordo del marciapiede. Guarda la strada, forse sta aspettando qualcuno. Faccio per avvicinarmi ma arriva un auto nera, lucida che la porta via. Non so nemmeno perchè stavo provando a raggiungerla. Quasi sconfitto senza motivo, torno al mio tavolino e prendo il mio caffè. Penso. Chissà chi era quella donna. Chissà cosa faceva, cosa pensava mentre fumava, cosa avrebbe fatto dopo aver lasciato quel lurido cafè, chissà com'era. E se mi fossi avvicinato prima? E se al posto di fare smorfie al tizio delle ordinazioni mi avvicinavo a lei? Ora dove sarei? E perchè non l'ho fatto? Poso la tazzina. Sul fondo è rimasto solo un pò di zucchero. Lascio qualche moneta sul tavolino ed esco. Non riesco a capire se sono ancora in stand by. Per la strada passano poche macchine. Mi incammino verso il centro del paesino ma poi mi fermo. Decido di andarmene verso casa. Forse non sono tanto inteligente da capire chi sono. Una volta ho letto che sono gli altri a cambiarci, a plasmarci. Sono le azioni, i fatti, gli eventi a portarci a delle decisioni, e quindi a scoprire noi stessi. Ho voglia di perdermi, ma conosco ogni stradina del paese. E se non fosse cosi? E se non fossero gli altri a farci capire chi siamo? Come faccio a saperlo. Chi era quella donna? Perchè mi ostino a chiedermelo? La incontrerò di nuovo? Avrò la possibilità di parlarle? Bah. Ma, ripensandoci è questo il bello. Non sapere che ci succederà, non avere certezze. Tutto è in bilico, tutto è in gioco e tutto può cambiare. Forse noi non potremo mai sapere chi siamo per il semplice fatto di essere in continuo movimento, in una perenne evoluzione. Non saprò mai chi sono. O forse l'ho sempre saputo. Guardo il fiume. Gli ultimi raggi filtrano attraversano l'orizzonte per illuminare ancora un pò l'acqua che scorre via, lenta. è strano

22 mars

Divagazioni

Ricordi. Non so perchè ma stamattina questa parola mi rigira per la testa. La tazza è li, sul comò nell'angolo buio della stanza. La camera è pervasa totalmente dall'odore di latte. Questa stanza mi da un senso di sicurezza, di calma, di pace in me stesso. Dalle casse esce musica lenta, con un pizzico di malinconia. Sabato mattina, e fuori piove. Quasi diciassette anni e mi guardo dietro. Beh ci sono tante cose, ma poche degne di nota. La classica adolescenza di un adolescente comune. Effettivamente in un paesino di provincia, dove la gente si aggrappa ancora a preconcetti risalenti a secoli fa, dove conta solo l'ipocrisia e la cattiveria, dove non c'è niente di cosi esaltante, di cosi divertente da vedere, da fare. C'è solo grigio. Ogni tanto ho l'impressione di vivere in un film degli anni venti. Quelli in bianco e nero. E poi sembra tutto cosi surreale, cosi distorto, cosi tutto sbagliato da non farci nemmeno caso. Mio dio ma che gli costa a questa marmaglia di contadini in giacca e cravatta a vedere un pò più in là delle apperenze, a cercare di capire il perchè e non a sparare sentenze alla cazzo di cane? Ieri per televisione ho visto un nanetto pelato che diceva rialzati Italia. hahahaha. Ma dove ci rialziamo, qui la gente è nata con le gambe tagliate. Come ci rialziamo quando i primi che lo dicono sono soltanto dei piccoli insulsi esseri della peggior razza che rubano clandestinamente? Ma suvvia, mi sembra tutta una presa per il culo questa società, questa gente, questo mondo. Ma per chi mi avete preso? Per un burattino nelle vostre mani? Per un numero? Per un ombra tra le tante ai vostri piedi? Cazzo. Non cambierà mai questo mondo. E nemmeno i miei ricordi cambieranno. Nemmeno quelli che devono ancora arrivare.

13 mars

Cado.

Scherzi. Giochi di luce,
le parole volano al vento
senza farsi più rivedere
cosi come le ombre
scappano dai nostri volti
e scompaiono nel nulla.
Tutto barcolla
si muove
si distorce
perde forma mentre mi guardo
il corpo si divide per poi
ricomponersi
continuamente
lentamente
incessantemente
Forse qualcosa ci rimarrà
di tutto quello che abbiamo fatto
di tutto ciò che è stato creato
ma potremo saperlo
soltanto quando tutto starà per finire
e non potremo capire,
capire, capire,
lascio la presa
e cado.
18 février

Federico Garcia Lorca- Meditazione sotto la pioggia

La pioggia ha baciato il giardino provinciale
con profonde cadenze sulle foglie.
L'aroma sereno della terra bagnata
inonda il cuore di tristezza remota.

Si lacerano nubi grigie nel muto orizzonte.
Sull'acqua addormentata della fonte, le gocce
cadono sollevando chiare perle di spuma.
Fuochi fatui che spegne il tremolio delle onde.

La pena della sera raggela la mia pena.
Il giardino si è riempito di monotona tenerezza.
Devo perdere tutta la mia sofferenza. Mio Dio,
come si perde il dolce suono delle fronde?

Tutta l'eco di stelle che c'è nella mia anima
mi aiuterà a lottare con la mia forma?
E l'anima vera si sveglia nella morte?
E ciò che ora pensiamo lo inghiottirà l'ombra?

O com'è tranquillo il giardino sotto la pioggia!
Il mio cuore è trasformato dal casto paesaggio,
in un rumore di idee umili e tristi
che dà nel mio petto un battito di colombe.

Nasce il sole. Il giardino sanguina giallo.
C'è intorno una pena che soffoca,
sento la nostalgia della mia infanzia inquieta,
il desiderio d'essere grande in amore, le ore
passate come questa a contemplare la pioggia
con tristezza.

Capuccetto rosso andava per il sentiero...
Addio mie favole, oggi medito, confuso,
davanti alla fonte torbida che dall'amore mi nasce.

Dovrò perdere tutte le mie sofferenze, mio Dio,
come si perde il dolce rumore delle fronde?
Riprende a piovere. Il vento riporta le ombre.

13 février

WaiL

Cammino nell'oscurità.Non vedo nulla al di fuori del nero. Una voce dietro me urla, canta per dei morti. è stanca e io non mi giro. Ho paura e corro, corro, corro, corro ma sono fermo sempre li, ad aspettare una luce. Vomito sangue cadendo, mi rialzo e ricado ancora e mi rialzo e ricado. I cipressi non sono dimora di corvi e le nuvole non portano pioggia, ma portano solo attesa. Attesa del sole. Sento qualcuno strapparmi il cuore dal petto. Lo fa con forza e con calma. Urlo senza farmi sentire, si irrigidiscono le mie mani e ho freddo. Perchè tutti urlano?perchè tutti piangete e fremete e cantate e urlate e correte e sperate e volete e credete e avete paura, chi siete voi?perchè state correndo? non vedete che siete sempre li fermi nel buio? Chiudete gli occhi e ditemi cosa vedete...

2 février

La forza di un'idea.

 
 
 
 
26 janvier

Dumb (Ottuso)

Non sono come loro
Ma posso fingere
Il sole se ne è andato
Ma io ho la luce
Il giorno se ne è andato
Ma io mi sto divertendo
Penso di essere ottuso
O forse solo felice

Penso di essere solo felice (x3)

Il mio cuore è rotto
Ma ho della colla
Aiutami ad inalarla
E a ripararlo con te
Fluttueremo in giro
Poi ci stenderemo sulle nuvole
E avremo mal di testa

Avremo mal di testa (x4)

Scortico il sole
Cado addormentato
Desidero andarmene
L'anima è spregevole
Lezione imparata
Augurami fortuna
Calma il bruciore
Svegliami

Non sono come loro
Ma posso fingere
Il sole se ne è andato
Ma io ho la luce
Il giorno se ne è andato
Ma io mi sto divertendo
Penso di essere ottuso
O forse solo felice

Penso di essere solo felice (x3)

Penso di essere ottuso (x12) 

19 janvier

Loud-Silence

Oggi ho imparato che non c'è sempre un perchè. Anche quando qualche nostro amico si confida con noi, chiediamo sempre perchè. Perchè, perchè, perchè. Esiste il quando, il come, il dove. Non solo il perchè. Siamo assillati da quella parola. Sto vivendo questi giorni soggiornando ai limiti estremi delle emozioni, sia di quelle belle, sia di quelle brutte. Batte più forte questo cuore ultimamente. Batte veloce, instancabile, assetato ancora di sensazioni nuove. Ma poi mi vedo allo specchio e ancora, mi chiedo perchè contraddicendomi. Mi guardo e scavo nei miei occhi riflessi sulla lastra di vetro. Ma non trovo nulla di chiaro. Vedo tanta confusione, ma non una confusione disordinata. Qualcosa di metodico, già testato e perfezionato. La musica mi scende giù nel diaframma e si insedia li, trasmettendo quella melodia a tutto il resto del corpo con dolci scariche elettriche. Ultimamente scende con più forza la musica. Mi fa tremare, rabbrividire, sognare, capire, pensare. Leggo storie già lette da qualche altra parte. Incontro gente sempre uguale, quasi fossero tutte fotocopie insediate e disperse attorno a me. Ascolto Chopin e mi sento vivo. E quando cammino troppo mi viene una fitta alla coscia sinistra. O a quella destra. A volte la mattina, quando mi affaccio al terrazzo e vedo la nebbia che copre tutto fino all'orizzonte, fin dove non arrivano i miei occhi, capisco che c'è qualcosa di più grande di me. Qualcosa che non si può controllare. Qualcosa che c'è ma non si vede, che ci guarda. E non sto facendo allusioni religiose. Forse è qualcosa che girovaga intorno a noi ma che noi non vediamo. Poi vedo le case. Sono li, da sempre. Ogni volta che mi affaccio alla finestra sono sempre li, immobili. Eppure qualcuno mi ha detto che tutto cambia. Forse non ce ne accorgiamo. O forse è quel qualcuno che tra la nebbia mattutina plasma il mondo a suo piacimento senza farsi vedere. Di nascosto. Poi c'è lei. Lei. Al mattino quel qualcuno cambia qualcosa qui, attorno a noi, ma lei no. Lei non cambia. é sempre li, ad amarmi e a farsi amare. Non cambia come cambiano le case, le terre, le montagne, le nuvole. No. Ed è un punto fisso, un perno. Forse se non ci fosse lei come perno tutto attorno non potrebbe cambiare. Forse è lei che muove tutto. Forse è proprio lei a nascondersi tra la nebbia al mattino. O forse no. Forse siamo dei burattini in mano a qualcuno. Cerchiamo tutti di vestirci, di comportarci seguendo certi parametri senza che nessuno ce lo abbia imposto esplicitamente. Siamo schiavi di qualcuno, siamo costretti a reprimere certi atteggiamenti, o potremmo passare per pazzi. Qualcuno sta progettando da tempo di farci diventare degli automi. Tutti con i jeans, vi siete mai chiesti come mai possano piacere a miliardi di persone?? Perchè nessuno indossa mai qualche pantalone che non abbia niente a che vedere con la "moda" attuale? Perchè nessuno ha il coraggio di farlo? Avete paura vero? Non avete il coraggio di esprimervi liberamente. Sfido chi di voi ha il coraggio di andare a scuola al mattino vestita/o da contadina/o o da pompiere. Chi ha detto che non possiamo farlo? Non è consono? E chi lo ha imposto? A chi dobbiamo dare conto? Ma viviamo in un posto libero o no? E se proprio dobbiamo essere schiavi, almeno fatemi conoscere il padrone. Chi sei. Fatti vedere manipolatore di menti. Dubito che lo farai, non hai nessun interesse a farti scorgere tra la folla. Basta con i perchè, mi ero promesso di non farlo più. Ma non ci riesco. Sono uno schiavo come voi. E faccio tutto ciò che fate voi perchè sto diventando un'automa anch'io. Alcuni di voi credono di ribellarsi alla folla, ai parametri normali e consoni diventando un "alternativo". State scegliendo soltanto un altro "padrone". Ma siete sempre schiavi. Anche in quel caso si seguono certi canoni sia di abbigliamento, sia di pensiero. Il tempo scorre e nessuno di noi sa chi è. Ma tutti ignorano la domanda. è cosi facile ignorare le cose. è da vigliacchi. Basta. Adesso ho soltanto voglia di far scendere lacrime dai miei occhi. So già che ciò non avverrà ma provarci non costa nulla. E per favore, lasciatemi morire in pace. Grazie.

6 janvier

Rain

La pioggia bagnava silenziosamente il giardino provinciale. Di tanto in tanto si sentiva il rumore di qualche auto sfrecciare via velocemente. I rami bagnati della pioggia invece danzavano guidati dal vento. La scena mi ricordava tanto una poesia di Garcia Lorca. Scelsi di sdraiarmi li, dove il tappeto d'erba era completamente bagnato, per sentire cadere la pioggia giù, su di me, sul mio volto. Volevo sentirmi vivo, o meglio assicurarmi di esserlo. Il cielo grigio non mostrava la minima imperfezione: era tutto cosi grigio, cosi omogeneo, cosi perfettamente nuvoloso. Mi chiesi chi aveva architettato tutto ciò. Chi aveva dipinto le nuvole? Chi aveva attaccato lassù il cielo? Dopo un pò mi ritrovai completamente inzuppato d'acqua. Non c'era una parte di me che fosse asciutta. Quando ero piccolo e andavo alle scuole materne ero stato convinto da tutti che la pioggia fosse una cosa brutta. Forse le maestre ci avevano inconsciamente insegnato che il Sole è bello e la pioggia è brutta. Ne era prova che, quando la maestra chiedeva ai miei compagni di classe se preferivano il sole o la pioggia, tutti rispondevano all'unisono il Sole. Chissà perchè. In fondo la pioggia serve a dissetare la terra, non vedo perchè debba essere indicata sempre negativamente. Era una cosa che mi ossessionava sia allora, sia adesso. I palazzi tutt'intorno al giardino rimanevano li, fermi a bagnarsi sotto la pioggia, e a mostrare il loro lato più grigio. A me sembrava trasmettere rassegnazione, perchè restavano li, immobili e cupi in silenzio ad aspettare chissà cosa. Forse però erano felici, perchè come ho già detto, la piaggio per qualcuno può essere anche segno di felicità. Magari di serenità. Ma in quel momento quei grossi edifici ispiravano in me solo un gran senso di sfiducia, di malinconia. Il cielo cominciò a illuminarsi a intermittenza, quasi come una lampadina malfunzionante. E non era il sole che, timido si mostrava a piccoli tratti alla Terra, ma i tuoni. Si, i tuoni, cosi aggressivi, cosi forti e fugaci da penetrarti in un attimo per poi fuggire in quello successivo. Riunivano tutte le loro forze per mostrarsi alla Terra grandi e forti. Anche solo per un attimo. Ma la pioggia non sembrava scossa da ciò, continuava a scendere imperterrita e delicata. Cominciai ad avere freddo, ma non mi mossi di li. Mi sentivo male a lasciare quel piccolo appezzamento verde che, senza di me sarebbe rimasto in balia della solitudine. Quel luogo necessitava della mia presenza. Spostai tuttavia il mio sguardo dal cielo per farlo finire più giù, a fissare un'altalena. Immobile e trascurata giaceva anch'essa, come tutto ciò che la circondava, ferma sotto la pioggia autunnale. Sembrava dimenticata. In quel momento nessun bambino era li a giocarci (a differenza dell'estate quando i bambini si azzuffavano per giocarci). Sentivo di condividere ciò che l'altalena provava in quel momento. Forse anche noi, dopo essere stati li, a condividere e a lottare per qualcosa finiamo per rimanere soli sotto la pioggia autunnale, magari proprio come me e l'altalena. Forse siamo sempre stati soli, ma a volte ci illudiamo di non esserlo. Già perchè se l'uomo non sa cosa credere, finisce per illudersi. Non riesce a rassegnarsi, non riesce ad accettare il mondo che lo circonda. Forse è troppo debole o codardo per ammetterlo. L'altalena invece dimostrava, oltre alla sua silenziosa malinconia, fermezza. Forse l'altalena più dell'uomo ha la capacità di rassegnarsi. Forse tutti noi valiamo meno di un'altalena. Si, probabilmente qualcuno penserà che l'altalena non può scappare dal giardino, ma nemmeno noi possiamo scappare dalla nostra vita, dalle nostre responsabilità e dai nostri dolori. Noi cerchiamo di dondolare illudendoci che c'è ancora qualche bambino sopra che gioca ridente. Ma non è cosi. Siamo solo noi che cerchiamo di convincere noi stessi che ci sia qualcuno. Ma siamo irrimediabilmente soli, proprio come l'altalena. Chiusi gli occhi e feci scorrere le immagini di tutte le persone che conoscevo. Erano tutta gente che, chi più chi meno, volevo bene e con cui condividevo qualcosa. Ma nonostante ciò ero solo perchè anche se condividevo qualcosa con tutti ero sempre vuoto, solo e senza un senso preciso. Come tutti gli altri del resto. Alla fine tutto ciò si potrebbe paragonare ad un puzzle: Condividendo qualcosa con qualcuno davo un tassello del mio puzzle(quindi del mio essere). Condividendo tante cose con tanta gente (come irrimediabilmente fanno tutto) davo ad ognuno un tassello. Alla fine mi trovavo senza una forma, senza aver composto l'immagine del mio puzzle, e quindi ero inutilizzabile; perchè non solo io non conoscevo la mia immagine(perchè non l'ho mai vista intera), ma nemmeno gli altri potevano farlo, avendo soltanto un tassello. Quindi ero isolato, solo, perfino da me stesso. Tutti siamo soli e abbandonati. Era questo che mi girava per la testa. Era questo di cui ero convinto. Ma poi ripensai che, cosi come davo io tasselli del mio puzzle ad altri, cosi gli altri me ne davano a me. Quindi condividendo e scambiando i miei tasselli ne riceverei degli altri. E quindi? Quindi noi siamo il risultato di ciò che incontriamo, vediamo e pensiamo? Siamo il risultato di ciò che ogni nostro senso percepisce? Il discorso diventava sempre più complicato quindi lasciai perdere. Guardai di nuovo l'altalena, che silenziosa dondolava accompagnata dal vento, e pensai che tra le tante cose che potevo essere in quel momento, ero sicuro soltanto di essere un ragazzo sdraiato sull'erba in un giardino provinciale e in un piovoso pomeriggio autunnale. E tutto ciò all'improvviso, mi bastò per andare avanti. Mi bastò per guardare ancora il cielo senza avere più paura.